
| Titolo Originale: | Le api di Waterloo |
| Autore: | Giulia De Martin |
| Anno: | 2026 |
| Genere: | Regency Romance |
| Casa editrice: | Rizzoli |
| Collana: | La biblioteca di Daphne |
Dico che, come donne, viviamo in una gabbia che ci vuole immobili e remissive, ma che non ci vieta di usare tutte le armi a nostra disposizione, sebbene non siano molte. La nostra intelligenza, per esempio, quella non si può ingabbiare, milady, e i fili di cui possiamo servirci per tessere trame a nostro favore sono abbastanza sottili da passare persino attraverso le sbarre delle nostre prigioni dorate.
Trama
Phèdre Greville ha appena vent’anni quando incontra Richard Hale, Marchese di Northampton, erede di uno dei casati più ricchi d’Inghilterra. Quasi per gioco, con il pretesto di una scommessa forse troppo spavalda, tra i due nasce un amore luminoso, fatto di devozione e complicità, tenerezza e slancio.
Ma la guerra contro Napoleone infrange il loro futuro insieme. Dopo la battaglia di Waterloo, che distrugge i sogni di Phèdre, le giornate spensierate nella sua amata serra diventano un ricordo fragile, offuscato dall’eco degli eventi che hanno cambiato per sempre il suo destino. Finché avviene una svolta inattesa: alla tenuta arriva Edward, cugino irlandese di Richard, la cui storia è legata a un segreto a lungo taciuto, che riapre dolorose ferite.
Edward sgretola a una a una le poche certezze che a Phèdre sono rimaste. La posta in gioco non è solo riconquistare il titolo di marchesa e difendere la propria posizione; la vera sfida è capire cosa fare del proprio cuore e della propria vita.

Le api di Waterloo è un romance scritto dall’autrice italiana Giulia De Martin, ambientato nell’epoca Regency inglese (1811-1820).
Quando ho iniziato la lettura di questo libro non sapevo bene cosa aspettarmi.
Per la maggior parte del libro ci troviamo di fronte ad una storia dai toni drammatici, tanto che per una buona parte il romanzo sembra appartenere più alla categoria del novel – in italiano potremmo parlare di narrativa letteraria.
I temi trattati sono profondi; si passa dall’affrontare il lutto, alla ricostruzione della propria identità, al ruolo della donna nella società della prima metà dell’800, alle strette regole e convenzioni del ton inglese.
Il romanzo è molto focalizzato sulla protagonista e sui suoi sentimenti. Si capisce che alla base dell’ambientazione ci sia stata una solida base di ricerca e documentazione, ma nonostante sia tutto coerente, il peso dell’introspezione di Phèdre è superiore a tutto. Catalizza il lettore fin dai primi capitoli per non lasciarlo fino all’ultima riga.
Sono rimasta piacevolmente sorpresa, per lo stile posato, per la delicatezza con cui sono stati affrontati i temi e per lo svolgimento della trama coerente con il passare del tempo – il libro si prende i suoi tempi senza comprimere tutto in due settimane.
L’unica cosa che non mi ha convinto molto, è stato l’inizio del romanzo. Ho trovato uno stile più acerbo e un editing meno efficace rispetto ai successivi due terzi.
Sui personaggi mi sbilancio dicendo che quelli maschili non riescono minimamente a reggere il confronto con quelli femminili. Sembrano degli imbelli che agiscono perché trainati dalle funi della trama, ma senza una reale spinta vitale. Persino Edward che dovrebbe essere quello più tenebroso e ricco di contrasti, brilla particolarmente di fianco alla protagonista.
Ho amato molto Portia, madre di Richard e suocera della protagonista. È bello che l’autrice abbia creato una relazione tra le due donne così profonda, fatta di comprensione, sostegno e accettazione.
Emozionante la parte dedicata alla guerra e a tutti i giovani soldati caduti in battaglia.
Se bazzicate qui sul blog da un pochino, sapete quanto ami unire la passione per la fotografia a quella della lettura. Così, appena terminato questo libro, avevo già in mente come avrei voluto fotografarlo.
Per esprimere la dualità di Phèdre e del romanzo, ho scattato la stessa scena con due impostazioni di luce molto differenti. La prima quasi pop, con colori spinti e saturi. La seconda con una luce calda e drammatica, per ricreare una natura morta seicentesca, rendendo le ombre protagoniste.


Vi consiglio questa lettura se cercate un romance delicato e profondo, ricco di sentimenti contrastanti e introspezione.
Valutazione:
| TRAMA | 3 |
| STILE | 4 |
| AMBIENTAZIONE | 3 |
| PERSONAGGI | 3,5 |
| RITMO | 3 |
Elementi/Trope:
- Regency
- Forbidden Love
- Lutto
Consigliato?
Carino. Un romance delicato e posato che affronta temi importanti senza berciare.
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