la città di acqua e vetro - linda ghio Recensione the neverland tales
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La città di acqua e vetro

Titolo Originale:La città di acqua e vetro
Autore:Linda Ghio
Anno:2025
Genere:Fantasy – Steampunk
Edizione:Oscarvault Mondadori

Cornelia Furlan sfrecciava nella nebbia attraverso il groviglio di viuzze anguste. Non c’era niente di meglio che inseguire un aspirante assassino nella notte per far pompare il sangue nelle vene, con il rischio di rompersi il collo scivolando sul lastricato.

Venezia è divisa in due città che nulla sembrano avere in comune. Venezia Alta è tutta cieli limpidi, marmo bianco e vetri scintillanti. Venezia Bassa è perennemente intasata da una nebbia fangosa e dal fumo delle ciminiere che si insinua tra gli stretti vicoli. Se a Venezia Alta c’è eleganza e ricchezza, è nella Venezia Bassa che pulsa la vita e la morte. Qualcuno (o qualcosa) sta uccidendo la gente di Sotto, disseminando le calli di cadaveri che si presentano avvizziti già a pochi minuti dal decesso, come prosciugati da ogni forza vitale. Inizialmente tutto sembra puntare il dito contro le lamie, misteriose donne dalla coda di serpente che vivono isolate nei canali del sestiere di Dorsoduro. Ma la realtà è molto più inquietante. A scoprirla sarà la detective Cornelia Furlan, aiutata da Stefano Rosin, un Signore di Notte, guardia scelta del Consiglio dei Dieci. Metà umano e metà lamia, in quanto sangue misto è disprezzato da entrambe le comunità.

la città di acqua e vetro - linda ghio
Recensione the neverland tales

La città di acqua e vetro è il romanzo d’esordio dell’autrice Linda Ghio pubblicato da Oscarvault Mondadori – che ringrazio per avermi dato l’opportunità di poter leggere questo libro.
A distanza di poco tempo da Molto vapore per nulla, questa è stata la seconda lettura di un romanzo fantasy italiano che combinava lo steampunk al mistery. Che bellezza.

In poco più di 300 pagine si svolge l’indagine che coinvolge la protagonista Cornelia Furlan assieme a Stefano Rosin, agente dei Signori di Notte e semi-umano. Il loro obiettivo? Trovare il responsabile delle terribili morti per prosciugamento che si stanno moltiplicando per i sestieri di Venezia.
Lo stile è pulito, preciso, la trama si svolge linearmente e la narrazione è affidata alla terza persona. È adatto anche a un pubblico Young Adult, poiché non presenta scene troppo cruente o esplicite.

Due Venezie?

L’ambientazione di La città di acqua e vetro è proprio la rivisitazione steampunk della nostra unica e amata Venezia. La troviamo divisa in due: Venezia bassa, quella operaia, fatta di canali inquinati e industrie, in cui si fatica a sbancare il lunario e si rischia di perdere arti ogni giorno andando a lavorare.

Poi c’è Venezia Alta, sospesa nel cielo e luogo in cui si è trasferita l’alta società. Purtroppo questa viene solo nominata, la riusciamo a intravedere solo in un capitolo ed è un peccato, perché sarebbe stato super interessante esplorarla.
Ben riuscita l’idea di rendere Murano un’isola fortezza/prigione in cui coltivare l’artigianato segreto dei mastri-vetrai.

Cornelia anacronista

La nostra protagonista vive fuori dal suo tempo, ignorando volutamente qualsivoglia convenzione sociale. È spesso testarda e fuori luogo, sembra che non le sia proprio possibile adattarsi al contesto in cui si trova e – non so se attribuirne a questo il merito – giuro non riuscivo a darle un’età. Nella mia testa poteva avere 50 anni come 20. Forse perché in alcuni momenti sembra spericolata e infantile e in altri detiene una sicurezza e autorevolezza troppo marcate per appartenere ad una ragazza giovane.

Stefano, dal canto suo, è più equilibrato, con i suoi contrasti interiori e al netto del mistero che avvolge le sue origini. Ho apprezzato molto la sua storia e il rapporto con le lamie.

Le Lamie

Creature mitologiche, le lamie in questo romanzo sono esseri unicamente femminili. Anatomicamente la parte superiore del corpo è quella di una donna, mentre dalla vita in giù è quella di un serpente. Hanno una loro struttura sociale, vivono nel sestiere di Dorsoduro e si sostengono grazie al commercio di pizzi e merletti (amo!).

Sono inserite molto bene all’interno del romanzo, soprattutto nella prima parte in cui ricoprono un ruolo fondamentale per la formazione del personaggio di Stefano.
In generale ho amato moltissimo l’inserimento di queste creature, perché non mi era mai capitato di incontrarle in un romanzo e ho trovato la scelta dell’autrice molto originale. Prendere nota, prego.

Il mistery

Qui, ahimè, si tocca un tasto leggermente scoperto. L’indagine procede un po’ a tentoni, i due investigatori sembrano sprovveduti ed è facile che si capisca chi sia l’assassino appena dopo la metà del libro. Tant’è che ho provato tenerezza leggendo di questi due poveretti che sbattevano la testa a destra e sinistra quando la soluzione per me era lì, ben chiara.
Non mi è piaciuta – o forse non l’ho ben capita – la rivelazione sul Fante dei Cai. Per me troppo, troppo forzata e non molto utile alla storia.

Lo steampunk

Ne La città di acqua e vetro la componente steampunk c’è, ha il suo ruolo nella trama, tuttavia non l’ho trovata totalizzante. Si poteva osare di più? Forse in alcuni punti sì, d’altro canto sono contenta che non sia diventata solo estetica e fine a se stessa.
Confesso che mi sono rimasti alcune perplessità riguardo al congegno indossato da Cornelia. Idea ottima, ma da sviluppare meglio, così come le reali facoltà da inventore di Giuseppe.

Pensando allo steampunk, quasi a tutti viene in mente la Londra vittoriana, beh dopo aver letto questo romanzo, posso dire che Venezia si presta perfettamente ad accogliere questa corrente.


La città di acqua e vetro è un romanzo capace di catturare il lettore e risucchiarlo all’interno dei canali di questa Venezia alternativa. Forse alcuni elementi denotano una scrittura ancora acerba su alcuni punti, ma in generale mi sono divertita leggendolo e mi sento di consigliarvelo.
Sono quasi certa che questo sia solo il primo romanzo in cui seguiremo le indagini di Cornelia Furlan, e visto l’esordio promettente, i seguiti avranno tutta la mia attenzione.

Valutazione:

Classificazione: 3 su 5.
Gradimento da 1 a 5
  • Mistery
  • Strong female character
  • Found Family

Sì, un esordio che unisce mistery e steampunk.

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A Venezia – o quasi

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