Gotico e Horror, Recensioni

A study in drowning

Titolo Originale:A study in drowning
Autore:Ava Reid
Anno:2022
Genere:Gotico – Fantasy
Edizione:Il Castoro OFF

We must discuss, then, the relationship between women and water. When men fall into the sea, they drown. When women meet the water, they transform. It becomes vital to ask: is this a metamorphosis, or a homecoming?

Trama:

Effy Sayre ha sempre creduto nelle fiabe. Fin da bambina, è perseguitata da misteriose visioni del Re delle Fate. Ha trovato conforto solo tra le pagine di Angharad, il romanzo del compianto Emrys Myrddin, che racconta di una giovane che si innamora del Re delle Fate, arrivando però a distruggerlo. Effy, pur amando più di ogni cosa la letteratura, è costretta a frequentare la facoltà di Architettura, perché alle donne di Llyr non è permesso studiare Lettere. Il libro è tutto ciò che la tiene a galla durante i suoi studi alla prestigiosa facoltà di architettura dell’Università del Llyr. Così, quando la famiglia Myrddin indice un bando per ristrutturare la magione dell’autore, Effy è sicura che questo sia il suo destino. Ma Villa Hiraeth è un’impresa impossibile: una casa ammuffita e decrepita sul punto di sgretolarsi nel mare affamato. E quando Effy vi arriva, scopre di non essere sola. Preston Héloury, un giovane e tedioso studioso di letteratura, è determinato a dimostrare che l’autore preferito del Llyr era un truffatore. Mentre i due studenti investigano sull’eredità di Myrddin, mettendo insieme i pezzi attraverso lettere, libri e diari, scoprono che le fondamenta della casa non sono l’unica cosa di cui non ci si può fidare.

A study in drowning ha un grande pregio in partenza: è un libro autoconclusivo. In questo periodo di saghe prolisse con parti spesso inutili e deludenti, fa quello che deve fare in poco più di 300 pagine. Racconta una storia.

Come lo fa? Dignitosamente. Non lo definirei un capolavoro, ma si fa leggere con crescente coinvolgimento. First things first, di che tipo di libro stiamo parlando?

A study in drowning è un romanzo gotico investigativo (senza un delitto da risolvere) con elementi fantastici e un’estetica cara agli amanti del dark academia. Attenzione, estetica e non topos fondamentali del genere.

Racconta la storia di Effy che – alla pari di moltissimi noi lettori – ha un romanzo preferito che è il suo porto sicuro, un rifugio e un caldo abbraccio. Quando si presenta l’opportunità di entrare in contatto con la vita dell’autore del suo libro del cuore, coglie al volo l’opportunità di farlo. Solo che si scontra con dei ma giganteschi.

Effy è una protagonista con un vissuto tormentato, ha subito molestie, soffre di allucinazioni e non ha mai ricevuto molto amore materno. È importante inquadrare il personaggio per accettare diversi passaggi nella trama che altrimenti non reggerebbero. Di contro il personaggio maschile, Preston, è un Gary Stu con un unico vizio – quello del fumo – che è stato messo lì senza particolari cure. Molto più interessante è la figura di Ianto.

Le tematiche trattate sono importanti, si parla di salute mentale, abusi, patriarcato e prevaricazione. A study in drowning vuole portare alla luce le vessazioni e difficoltà che affliggono le figure femminili presenti nel romanzo e la loro capacità di resilienza.

L’ambientazione gotica ispirata alle scogliere scozzesi è perfetta, cupa e stordente. Purtroppo non si può dire lo stesso del world building che secondo me presenta la stessa quantità di incoerenze pari ai buchi dell’Emmentaler.

Figure retoriche con latticini a parte, ci sono molte cose che avrebbero dovuto essere trattate in modo più accurato e che avrebbero reso grande giustizia al romanzo. Ad esempio, perché mai alle donne non è permesso frequentare la facoltà di lettere ma quella di architettura sì? Si parla della grande inondazione avvenuta cento anni prima, che ha portato anche alla guerra civile, ma in che termini? Cosa comporterebbe una nuova inondazione? Distruzione solo delle cittadine sulla costa o si parla di una calamità che metterebbe a rischio l’intera nazione? Non vi dico nemmeno la quantità di domande che avrei sul Re delle fate che non hanno trovato una risposta.

In sostanza è una lettura che mi ha coinvolta e di cui ho apprezzato la prosa (per quanto possa esprimermi da neofita sulla lettura in lingua inglese), le ambientazioni e la protagonista creata dall’autrice. Avrei voluto una base più solida sì, ma il viaggio all’interno delle pagine della Reid può dirsi comunque riuscito.

TRAMA3
PROSA4
AMBIENTAZIONE4
PERSONAGGI3
RITMO3
Gradimento da 1 a 5

Consigliato?

A chi ama le atmosfere cupe, la narrazione lenta e cerca tematiche sulla salute mentale.

Classificazione: 3 su 5.

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Gothic vibes

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