
| Titolo Originale: | Gods of Jade and Shadow |
| Autore: | Silvia Moreno-Garcia |
| Anno: | 2020 |
| Genere: | Fantasy |
| Edizione: | Oscar Vault Mondadori |
Le parole sono semi, Casiopea. Con le parole si tessono narrazioni, e le narrazioni generano i miti, e i miti hanno potere. Sì, le cose che pronunci hanno potere.
Trama:
Casiopea ha diciotto anni e non ha mai visto il mondo fuori da Ukumuil, cittadina dove vive e serve in casa del nonno. Tra bistrattamenti, lavori domestici e un cugino che la maltratta, un giorno Casiopea decide di scoprire cosa si cela nel baule custodito in camera del tremendo nonno. È così che involontariamente libera dalla prigionia Hun-Kamè, divinità Maya tradita e caduta in disgrazia ed ex signore di Xibalba.
Legata a lui dalla magia degli inferi, Casiopea partirà assieme al dio per un viaggio alla riconquista dei poteri di quest’ultimo e verso la ricerca della propria libertà.

Gli dei di giada e ombra è un romanzo fantastico autoconclusivo dell’autrice messicana – ma canadese d’adozione – Silvia Moreno-Garcia. Pubblicato nel 2019, in Italia è arrivato lo scorso autunno.
Il romanzo è ambientato nel Messico degli anni 20, di cui però non incide più di tanto la collocazione temporale. Se fosse stato ambientato negli anni ‘80 – per dire – non sarebbe cambiato nulla.
La protagonista femminile è una giovane ragazza che vive come serva in casa della famiglia del nonno, uomo benestante e crudele. Vessata da zie che la considerano una pezza da piedi con terribili tratti somatici indio, Casiopea cresce con spirito reazionario e una grande voglia di libertà ed emancipazione.
Il viaggio che intraprenderà con il dio della morte Hun-Kamè, direttamente dalla mitologia Maya, sarà proprio il suo modo di scappare dalla triste situazione famigliare per cercare la propria strada e vivere davvero.
Il romanzo è narrato in terza persona e segue la storia di Casiopea, ma troviamo anche qualche capitolo concentrato su Vucub-Kamè, l’antagonista della storia, fratello di Hun-Kamè e signore di Xibalba, nonché versione Maya di Caino.
Ecco, a proposito del protagonista maschile, sono rimasta delusa. Hun-Kamè ci viene presentato come un dio dalle sembianze di un giovane molto avvenente – la novità! – che nel corso del romanzo inizia a perdere se stesso acquisendo umanità. Alla fine della fiera però, l’ho trovato un personaggio molto piatto e poco interessante, una grande occasione sprecata.
Quasi fin dall’inizio si capisce che si svilupperà anche una parte romance, che per fortuna non ho trovato invadente e preponderante.
Se siete amanti delle storie itineranti, questo libro potrebbe fare al caso vostro. Lo schema narrativo è semplice: situazione iniziale da risolvere, viaggio verso la prima meta per recuperare un oggetto (in questo caso si tratta di parti anatomiche di Hun-Kamè), superamento della prova e spostamento verso la tappa successiva, e via così fino alla fine.
Lo stile è semplice e scorrevole, il libro si fa leggere in fretta. Mi è spiaciuto però constatare quanto poco mi sentissi coinvolta durante la lettura.
Avrei sicuramente preferito uno sviluppo maggiore del mondo di Xibalba – gli inferi Maya – e della cultura ad esso legato. Si parla di stregoni e sacrifici umani, di dei e giochi ma sempre restando sopra la superficie. Forse l’intento dell’autrice è stato quello di raccontare il viaggio verso l’indipendenza di Casiopea, rifacendosi più a un romanzo di formazione più che ad un fantasy e, introdurre determinate tematiche sociali piuttosto che esplorare il mondo magico.
In conclusione posso dire che Gli dei di giada e ombra presenta degli elementi molto interessanti, ma a cui non concede abbastanza spazio. È una lettura capace di procedere tranquillamente, intrattenendo con pacatezza, senza coinvolgere più di tanto.
| TRAMA | 3 |
| PROSA | 3 |
| AMBIENTAZIONE | 3 |
| PERSONAGGI | 3 |
| RITMO | 3 |
Consigliato?
A chi ama i romanzi in cui si viaggia e prova interesse verso la mitologia del centro America.
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