Su Netflix è una delle serie di punta ormai dal 2020, anno in cui uscì la prima stagione incantando migliaia di spettatori. Che la serie sia diventata subito un fenomeno, è da ascriversi alle scelte della produttrice Shonda Rhymes e del suo creatore, Chris Van Dusen.
Lo show televisivo però è nato da una serie di romanzi romance scritti dall’autrice Julia Quinn tra il 2000 e il 2006. E se i libri rientrano perfettamente nel sottogenere romance regency, lasciando alquanto a desiderare in termini di ambientazione e ricostruzione storica, lo show televisivo si sviluppa su un binario, per così dire, parallelo.

Quello che distingue Bridgerton dalle tradizionali produzioni in costume, è in primis l’ambientazione in una realtà ucronica: la serie è ambientata a Londra in epoca Regency (1811-1820), ma la società non è segnata dallo stigma del razzismo. I titoli nobiliari appartengono in egual modo a famiglie nere, bianche o altre etnie. La stessa regina Charlotte nella serie è una donna nera.

Questa prima scelta è stata sicuramente una carta vincente, ma il fascino di Bridgerton non risiede solo in questo. Pensiamo ad esempio alla geniale scelta di inserire brani della musica moderna, ma rigorosamente suonati con violini e piccole orchestre.
E se l’accuratezza storica non viene pressoché mai rispettata, di contro lo spettatore viene trasportato in un mondo incantato, fatto di balli, eventi mondani, abiti meravigliosi, corteggiamenti e personaggi a dir poco magnetici.
Se aggiungiamo anche un cast di attori dalle fattezze invidiabili, un alternarsi di scene divertenti a scene romantiche, e una più che notevole quantità di momenti erotici che sembrano essere perfettamente in contrapposizione alle rigidissime regole della società ecco che viene fuori un cocktail scintillante.
Ma di cosa parla Bridgerton?
“Bridgerton” è il nome della famiglia cui appartengono gli otto fratelli e sorelle protagonisti. Non “Sette spose per sette fratelli”, ma otto libri per otto fratelli.
Ciascuno racconta le peripezie amorose per raggiungere e coronare il sogno della felicità coniugale dei giovani membri della famiglia.

Quando il libro è… peggiore
Raramente ricordo di aver divorato una serie in così poco tempo come ho fatto con la prima stagione di Bridgerton. La prima stagione riprende quello che il primo volume della saga letteraria, Il duca e io. Qui la protagonista è Daphne, quartogenita e prima sorella della famiglia a fare il suo debutto in società.
Presa dall’entuiasmo dello show di Netflix, mi buttai subito nella lettura del primo libro, e ne rimasi – ahimè – delusa.
Per quella che è la mia esperienza, sono rari i casi in cui i prodotti cinematografici e/o televisivi superano la fonte letteraria d’origine. Bridgerton è proprio uno di quei rari casi.
Certo lessi il libro in non più di tre giorni ma, a distanza di tempo, non mi è rimasto praticamente nulla di quella lettura – se non chi fossero i protagonisti e che la loro storia finiva con il famoso “felici e contenti”.
Tutto quello che mi aveva intrigato nella serie televisiva, nel libro era a malapena abbozzato se non addirittura assente. Per di più, io che sono una grande amante dei romanzi storici, non trovai nemmeno soddisfazione nemmeno in questa componente.


Per carità non mi sentirete mai parlare di Bridgerton come di una serie tv storica, piuttosto mi piace pensarlo come un prodotto pop, capace di intrattenere con leggerezza – anche se con il passare delle stagioni i temi introdotti all’interno della serie sono diventati sempre più consistenti e stimolo di riflessione – regalando un’estetica gioiosa e variopinta.
La maggiore differenza tra i libri e lo show Netflix (ad oggi ho letto i primi cinque volumi), sta nella stratificazione di quest’ultimo: gli sceneggiatori hanno creato una serie molto corale, pur seguendo una coppia principale in ogni stagione, andando ad arricchire l’intero world building e regalandoci personaggi iconici.
Pensiamo proprio alla regina, al suo rapporto con Lady Danbury o a tutte le storie dei personaggi secondari che contribuiscono a creare un mondo più vivo e credibile – anche se storicamente inaccurato, ripetiamolo!
L’ordine di lettura
Qui di seguito vi riporto l’ordine di lettura dei libri.








- Il duca e io (The Duke and I) – Daphne
- Il visconte che mi amava (The Viscount Who Loved Me) – Anthony
- La proposta di un gentiluomo (An Offer From a Gentleman) – Benedict
- Un uomo da conquistare (Romancing Mister Bridgerton) – Colin
- A Sir Phillip, con amore (To Sir Phillip, With Love) – Eloise
- Amare un libertino (When He Was Wicked) – Francesca
- Tutto in un bacio (It’s In His Kiss) – Hyacinth
- Il vero amore esiste (On the Way to the Wedding) – Gregory
- Felici per sempre(The Bridgertons: Happily Ever After) – serie di racconti ed epiloghi di tutti i fratelli e sorelle
Ad oggi lo show televisivo conta quattro stagioni, più uno spin-off dedicato alla regina Charlotte. Se le prime due stagioni combaciano con l’ordine dei primi due libri, la terza stagione della serie tv è stata dedicata alla storia di Colin, mentre la quarta a Benedict, differendo così dall’ordine di lettura e pubblicazione dei libri. Inoltre, una parte della storia di Francesca è già stata trattata nella terza e quarta stagione.

Insomma, ad oggi non sappiamo ancora quale Bridgerton sarà protagonista della prossima stagione, ma siamo sicuri che prima o poi tutti i fratelli avranno il loro lieto fine. D’altronde i libri da cui è tratta la serie sono dei libri romance e, di fatto, il lieto fine è un elemento imprescindibile del genere.




