glow of the everflame - penn cole recensione the neverland tales
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Glow of the Everflame

Titolo Originale:Glow of the Everflame
Autore:Penn Cole
Anno:2023
Serie:La saga degli Eletti 2 di 4
(Kindred’s Curse #2)
Genere:Fantasy
Edizione:Rizzoli

Sono loro a farci sentire insignificanti, Eleanor. Vogliono che siamo tranquille, prevedibili, umili. Vogiono che ci comportiamo bene. Poi ci fanno credere che sia quello il nostro ruolo, che sia l’unico che ci meritiamo. Ma io penso che siano terrorizzati all’idea che smettiamo di dar loro retta e cominciamo a parlare l’una con l’altra. E sai perché hanno tanta paura di donne come noi?»
I nostri sguardi si incrociarono, due paia di occhi brillanti che scintillavano con condivisa determinazione.
«Perché?» mi domandò.
Il sorriso che accompagnò la mia risposta fu veramente maligno.
«Perché hanno ogni ragione di temerci.»

La morte del vecchio re di Lumnos ha cambiato le carte in tavola. Mentre la guerra incombe, a Diem si offre l’occasione di cambiare tutto, ma per farlo deve stringere un patto con le persone che più odia al mondo: la famiglia reale dei Corbois. Immergendosi nel mondo dei Discendenti, Diem si rende rapidamente conto che la distinzione tra bene e male non è semplice come credeva. Vecchi pregiudizi vengono messi alla prova e nuove alleanze offuscano il confine tra nemici e amici. Nel frattempo, di sua madre non c’è ancora traccia e i segreti che si è lasciata alle spalle non possono più essere ignorati. Combattuta tra una vecchia fiamma e una nuova scintilla, Diem dovrà affrontare la verità su chi è e su che cosa desidera prima che sia troppo tardi.

Glow of the Everflame è il secondo libro della “Saga degli Eletti” (Kindred’s Curse in inglese) scritto da Penn Cole.
Spesso accade che i secondi capitoli delle trilogie/tetralogie siano libri di passaggio, in cui non avviene molto, se non una maggiore presa di coscienza da parte del/della protagonista.
In Glow of the Everflame però abbiamo anche un po’ di azione. Diem infatti deve superare un tot numero di prove per poter reclamare il trono.

Per alcuni versi questo secondo libro mi è piaciuto più del primo. Fatico sempre un pochino a sopportare la protagonista, ma ho amato particolarmente la sorellanza che si sviluppa tra lei ed Eleanor e i legami che crea con gli altri giovani Corbois. Il found family mi intenerisce sempre il cuore.

Il wordlbuilding anche in questo secondo capitolo rimane focalizzato sul regno di Lumnos, ma sono sicura che nei prossimi due libri esploreremo anche il resto dei regni.

Il rapporto tra Diem e Luther è altalenante e molto slow burn. Personalmente trovo che alcune scene gli abbiano fatto perdere molta della sua forza. Un po’ come avviene nella totale riscrittura di Rhysand in La Corte di Nebbia e Furia, anche qui Luther sembra diventare la personificazione di ogni organizzazione di pace, restando però sempre simpatico come un cuscino della suocera. Meh, avrei preferito continuasse sulla linea del morally gray.

Diem sembra che abbia un talento naturale nel mettersi nelle peggiori situazioni possibili. E anche quando il lettore pensa “ma questa cretina non potrà prendere una decisione più idiota di questa!”, lei è pronta a stupire e sì, riuscire a fare di peggio.

Ho apprezzato il nuovo cast di personaggi secondari che, in alcuni momenti reggono proprio il libro, anche se non tutti siano sviluppati a dovere.

Non vedo l’ora di sapere cosa riservano i prossimi due libri ai nostri protagonisti, specie dopo questo finale cliffhanger catastrofico.
Da leggere? Sì se avete letto il primo.

Valutazione:

Classificazione: 3.5 su 5.
Gradimento da 1 a 5
  • Found Family
  • Love triangle
  • Slowburn
  • Chosen One
  • Enemies to lovers?

Sì, per alcuni versi migliore del primo e con cliffhanger finale.

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